Comi

Il volto dell’umanità è l’unico che conosco

Al via la campagna social di UNAR “Il volto dell’umanità è l’unico che conosco” #maipiurazzismo

 Anche quest’anno UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali aveva previsto di realizzare dal 16 al 22 marzo le iniziative della “Settimana d’azione contro il razzismo”, in collaborazione con associazioni su tutto il territorio nazionale.

Tra le associazioni che avrebbero dovuto dare il proprio supporto all’UNAR attraverso la realizzazione di eventi culturali, di formazione e sensibilizzazione, coinvolgendo migliaia di cittadini, rientrano FOCSIV e il socio romano COMI – Cooperazione per il mondo in via di sviluppo, che con il progetto INTE[G]RAZIONE intendono affrontare il tema della prevenzione e del contrasto delle discriminazioni di matrice etnico razziale con la valorizzazione delle seconde e nuove generazioni, accrescendo il protagonismo dei giovani italiani e di origine straniera, rafforzandone l’integrazione e la partecipazione alla vita del paese e aumentandone l’interlocuzione con il mondo sociale che li circonda.
I percorsi didattici ed educativi trasversali e interdisciplinari partecipativi previsti dal progetto, a causa del momento emergenziale che stiamo vivendo, saranno rimandati, ma le importanti attività di divulgazione previste dalla campagna di comunicazione continuano.

FOCSIV e COMI supportano infatti la “campagna social” lanciata da UNAR per rimane “Uniti”, per stare vicini, anche se virtualmente e diffondere i sentimenti che in questo periodo tutti stiamo riscoprendo: la solidarietà e l’uguaglianza.

Da oggi fino al 22 marzo diciamo no ad ogni forma di razzismo! Disegnatevi sul volto una U ben visibile, scrivete su un foglio #maipiurazzimo e scattatevi una foto. Condividete poi le foto sui profili social istituzionali dell’UNAR (Fb, Instagram, Twitter) che li rilancerà!

Quest’anno la “Settimana d’azione contro il razzismo” è dedicata a chi protegge e salva il prossimo, che si trovi a bordo di una nave civile o militare, in un ospedale a combattere per salvare vite in pericolo, in una strada di notte nei nostri quartieri a distribuire pasti caldi a chi ne ha bisogno: i momenti difficili dimostrano che abbiamo bisogno l’uno dell’altro e non c’è spazio per le discriminazioni.

Oggi più che mai celebriamo i “volti dell’umanità”.

Per seguire tutte le novità e attività previste da FOCSIV e COMI per partecipare all’azione contro ogni forma di discriminazione visita il sito della Federazione www.focsiv.it

Odiare non é uno sport

Campioni azzurri, società sportive, associazioni, scuole e studenti

uniti per dire no all’hate speech nello sport

Al via ODIARE NON E’ UNO SPORT

Un progetto per prevenire e contrastare i messaggi d’odio online in ambito sportivo

Secondo la ricerca di Coder (UniTo), sulle pagine Fb delle 5 principali testate sportive nazionali tre post su quattro ricevono commenti di hate speech

Terreno di inclusione e aggregazione sociale, veicolo di crescita e confronto, palestra di vita. È lo sport, quello che può portare fino al sogno Olimpico o semplicemente aiutare a stare meglio, quello che nel nostro Paese coinvolge milioni di ragazzi. Lo sport che però, purtroppo, ha anche un’altra faccia e può trasformarsi in fornace di discorsi e gesti d’odio, che nella dimensione digitale si potenziano e diffondono in maniera esponenziale.

È così che, anche grazie all’aiuto di diversi campioni azzurri, prende il via domani venerdì 7 febbraio – Giornata Mondiale contro il bullismo e il cyber-bullismo –  la campagna #Odiarenoneunosport, sostenuta dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e promossa dal Centro Volontariato Cooperazione allo Sviluppo, con un fitta rete di partners su tutto il territorio nazionale.

Lo studio del fenomeno è affidato all’Università di Torino che attraverso l’équipe multidisciplinare del Centro di ricerca avanzata Coder è al lavoro per elaborare un Barometro dell’Odio nello sport, monitorando i principali social media e le testate giornalistiche sportive. Dalle prime anticipazioni del report, che uscirà a fine marzo, emergono dati allarmanti. Su 4.857 post analizzati, per un totale di oltre 443mila commenti alle pagine Facebook delle cinque principali testate giornalistiche sportive nazionali (Gazzetta dello Sport, TuttoSport, Corriere dello Sport, SkySport, Sport Mediaset), emerge che tre post su quattro ricevono commenti che contengono una qualche forma di hate speech. Quest’ultimo può manifestarsi come generico linguaggio volgare (13,5%), aggressività verbale (73%) , vere e proprie minacce (6,8%), o, infine, come varie forme di discriminazione (6,7%). I picchi più elevati di messaggi d’odio si verificano in corrispondenza di eventi calcistici e riguardano in particolar modo le decisioni arbitrali.

Il lavoro dell’équipe però non è solo di osservazione, ma punta anche a intercettare le varie forme di hate speech online e intervenire con risposte in tempo reale. Questo grazie a un algoritmo specifico e un chatbot sviluppati dal Laboratorio d’Innovazione della School of Management di Torino e da Informatici senza Frontiere. A questi strumenti si affianca il “Bullyctionary”, un vero e proprio dizionario del bullismo online, realizzato grazie ad Assicurazioni Generali.

Il progetto ha raccolto e sta ancora raccogliendo le testimonianze di campioni dello sport azzurro come Igor Cassina, Stefano OppoAlessia Maurelli, Frank Chamizo, Valeria Straneo, al loro fianco le straordinarie storie di inclusione socialeavvenute attraverso lo sportsul territorio italiano e l’adesione spontanea di decine di sportivi, professionisti e dilettanti, associazioni, scuole o semplici cittadini che sostengono la campagna ritraendosi con la scritta Odiare non è uno sport . Qui la Gallery

La campagna durerà tutto il 2020, anno Olimpico in cui gli occhi dei media saranno particolarmente puntati sullo sport, e prevederà diversi appuntamenti e strumenti per sensibilizzare la cittadinanza: dieci flash mob contemporanei in diverse città italiane lunedì 6 aprile, in occasione della Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace, attività educative in 55 scuole e 44 società sportive, partecipazione a numerosi eventi sportivi. Per finire con le “squadre” territoriali anti-odio che monitoreranno profili e pagine social di varie società sportive per intercettare e rispondere in modo pertinente ai messaggi di hate speech.

Tutti insieme, con un obiettivo comune: dire no all’odio nello sport e nella vita.

Contatti: ufficiostampa@odiarenoneunosport.it, 3469546862

Il progetto è sostenuto dall’Agenzia Italiana di Cooperazione allo Sviluppo e promosso dal Centro Volontariato Cooperazione allo Sviluppo, in partenariato con 7 ong italiane con ampia esperienza nell’educazione alla cittadinanza globale (ADP, CeLIM, CISV, COMI, COPE, LVIA, Progettomondo.mlal),  l’ente di promozione sportiva CSEN, le agenzie formative FormaAzione, SIT e SAA-School of management,  Informatici senza Frontiere per lo sviluppo delle soluzioni tecnologiche e Tele Radio City e Ong 2.0 per la campagna di comunicazione.  

Selezionando

Maria Grazia Mancini è un medico che si sta specializzando come Psicoterapeuta Funzionale presso la sede di Roma della S.E.F. Nata in provincia di Taranto nel 1989, si è trasferita a Roma nel 2007 per studiare medicina al Policlinico Universitario “A. Gemelli”. Vive a Roma con suo marito Pierluigi e i suoi due bambini.
Ingaggiata dal team del Comi nella commissione selezionatrice dei ragazzi destinati ai progetti di servizio civile in Senegal e Uruguay, condivide qui con noi la sua esperienza

16 ragazzi dai 24 ai 27 anni, provenienti da tutta Italia, da nord a sud, giunti a Roma per le tre giornate di selezione dei volontari del Servizio Civile per diversi progetti in Senegal e Uruguay.
Volti; storie. Desideri; ricerca: di strade, di senso, di esperienze, di incontri. Sete di altri mondi, voglia di superare stereotipi e pre-concetti. A cavallo tra la voglia di mettersi alla prova, quella di “rendersi utili” e la scoperta sorprendente dell’altro, che è diversità e vera ricchezza. Per attaccare più o meno frontalmente i propri modi di leggere la realtà, e arrivare il più possibile in fondo, verso il Senso che appartiene ad ogni uomo sotto la varietà dei suoi abiti. E, di fronte a loro, noi: un gruppo di selezionatori, ognuno con la sua competenza e la sua esperienza; insieme, per ripulirci l’un l’altro lo sguardo da elementi inutili o confondenti; con la responsabilità di cercare -umilmente- di intuire il bene per ogni ragazzo.

Al servizio del complesso intreccio tra l’aspirante volontario (con le sue motivazioni e i suoi modi di funzionare), e il progetto (con il suo equilibrio e le sue necessità). 
Sapendo di non poter prevedere ogni cosa; intuendo la Bellezza di ognuno, e insieme cercando di rispettarne i tempi.
Ragazzi selezionati con l’augurio sincero di esserci pienamente in questa avventura, di assaporarla con tutte le sue sfaccettature; di mettersi a frutto con la naturalezza di un fiore che sboccia, più che con l’opprimente obbligo morale di chi si sente “migliore”.
Sono stati giorni intensi e contemporaneamente di piacevole condivisione di cose buone, di idee e di scelte più o meno semplici; dove collaborare ha avuto il calore e il sapore di una tavola imbandita per pranzo, dove ognuno è ugualmente parte della famiglia, che sia arrivato lì da poco (come me) o